sulle ali di San Michele Arcangelo...

eroi HEROES
HELDEN

 "benedictus Dominus fortis meus,qui docet manus meas ad Proelium et digitos meos ad Bellum"

(Salmo 144 :2  Bibbia "inno alla Guerra e alla Vittoria")

                                                                                 fonte foto: web
- aggiornamenti quotidiani

ORIANA FALLACI

"..quanto alla guerra che lei ha visto soltanto al cinematografo, per odiarla non ho certo bisogno del suo presunto pacifismo. Infatti la conosco fin da ragazzina quando insieme ai miei genitori combattevo per dare a lei e ai suoi compari la libertà di cui vi approfittate"

Oriana Fallaci (1929-2006)

al centro in questo bellissima istantanea scattata nel 1968 a Hue ,in piena guerra del Vietnam.

a destra uno tra i più grandi fotoreporter di guerra in assoluto: gianfranco moroldo, l'ultimo Guerriero del fotogiornalismo (1927-2001)

TULLIO MONETA

" invece sono andato in giro per il mondo e adesso sto crepando quaggiù nel basso Congo"

un Mercenario vero.

Tullio Moneta,Istriano di Fiume classe 1937 (qui in una suggestiva foto d'epoca) in Congo ha combattuto (ed anche altrove) ma è ancora vivo* e vegeto con il suo carico di testimonianze che sono state anche raccolte in un libro, intitolato appunto Mercenario:

"un giorno ci trovammo davnti a suore missionarie violentate dai Simba (i seguaci di Patrice Lumumba di ispirazione marxista) tutte in stato interessante; a salvarle era stata lo loro conoscenza della medicina;non si salvarono purtroppo dei caschi blu dell'Onu che come è noto furono trucidati e poi mangiati".

al soldo del mitico ex Ufficiale Britannico della 2GM MIKE HOARE, Tullio Moneta non avendo fatto il servizio militare,prima di essere inquadrato nel 5° Commando fu spedito tra i Parà Belgi per l'addestramento;

lì conobbe il perchè del nick "MAD" affibbiato a M.HOARE (mad significa pazzo)...per punire un giovane sudafricano (un vero e proprio atleta competitivo) avendo questo violentato una Congolese,gli sparò sugli alluci dei piedi in modo da non farlo correre più.

con passaporto Sudafricano questo mercenario italiano sembra rispecchiare in pieno i versi sopra riportati tratti dalla canzone "il mercenario di Lucera" specie quando ritrova gli amici di un tempo nelle Marche,ove la sua famiglia si era trasferita dopo l'esodo forzato alla fine della 2GM:

mentre molti di questi hanno fatto una onesta e proba vita come quel signore della canzone (con le rate,la seicento,panciotto e doppiomento) lui nuotava in piscina con NELSON MANDELA, quando era ancora vivo, essendogli vicino di casa in Sudafrica dove tuttora abita...

* deceduto in data 31 Marzo 2022.

FABRIZIO QUATTROCCHI

Fabrizio Quattrocchi MOVC
Contractor
Catania, 9 maggio 1968 – Iraq, 14 aprile 2004

" A chi cade combattendo
Dio concede in sorte bella
Di volare lieve lieve
Tra una nuvola e una stella.
In quell'angolo di cielo
Riservato a tutti noi,
Dove vivono in eterno
Santi, Martiri ed Eroi."

leggevo del diniego di dedicare una via nella città di Genova (ove Quattrocchi risiedeva) da parte delle autorità locali,una cosa di una tristezza infinita,visto che stiamo parlando di una Medaglia d'Oro al Valor Civile.

in ogni caso sulle parole del più suggestivo Inno dei Parà, "con la Morte a paro a paro",al nostro Contractor è già stato dedicato un angolo di cielo...

e magari anche una Stella,come quella che splende sul Nastrino/Medaglia a Lui conferita o come quella più brillante ancora che illuminerà per sempre le notti di Baghdad. 

tratto dalla pagina facebook di DECON 1 SET 2015



GIOVANNI DALLE BANDE NERE

(1498-1526)

nelle sue Bande Nere (dal colore delle corazze) questo leggendario capitano di ventura arruolava solo italiani, "i miglior fanti dell'epoca" come scriveva il Guicciardini, la maggior parte spinti da spirito di avventura più che da guadagno visto che il soldo (nell'etimologia della parola "SOLDATO") a volte non arrivava affatto.

le BANDE NERE rappresentavano,con una coesione derivante da una disciplina sconosciuta altrove,le migliore espressione della TATTICA sul campo di battaglia dell'epoca, basata su estrema mobilità dovuta ad Archibugieri, insuperabili nelle incursioni e nei colpi di mano sul campo di battaglia.

dopo la morte di Giovanni, dovuta a ferite da combattimento (e cancrena invano arrestata da amputazione) la compagnia delle BANDE NERE sopravvisse ancora per due anni, rimanendo forse la più famosa compagnia di Contractors ante litteram. epico il motto inciso sulla spada del Comandante o Capitano di Ventura:

"non mi snudare senza ragione,non mi impugnare senza valore"

un bel film del 2001 sotto la regia di E. OLMI copriva la
leggendaria figura del comandante di questa PMC dell'epoca:

"IL MESTIERE DELLE ARMI"

impossibile non rimarcare nel concetto di selezione del personale impiegato nelle BANDE NERE,lo stesso identico criterio usato da parte delle più importanti Compagnie di private security contractors di ingaggiare -se possibile- ex militari proveniente da Forze Speciali.



ALMERIGO GRILZ

(Trieste 1953 - Mozambico 1987)

in questa bella istantanea, con bush hat e Rayban,osserviamo il fotoreporter ALMERIGO GRILZ; il primo Caduto in azione dai tempi della 2 Guerra Mondiale.

"RUGA" -come lo chiamavano gli amici- aveva deciso di girare le zone di guerra più "calde" del pianeta di quegli anni, dal "primo" AFGHANISTAN (invasione sovietica) all'ETIOPIA sempre in prima linea con cinepresa e Nikon come "protezione balistica"...

Cambogia di Pol Pot, Libano, Birmania,Filippine,Mozambico...

numerose le operazioni militari alla quale aveva partecipato per riprendere e testimoniare senza filtri la crudezza e la realtà dei conflitti, fino a rimanerne ucciso in Caia nel maggio 1987 durante un attacco della RENAMO. con una tradizione locale riservata solo ai guerrieri più coraggiosi, il corpo del fotoreporter venne tumulato sotto un grande albero,come riportato in quegli anni anche dalla rivista RAIDS.
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al grande Almerigo Grilz è stata dedicata una puntata di TERRA! , a cura di TONI CAPUOZZO qualche anno fa.

pregevolissimo il video a Lui dedicato e firmato da Gian Micalessin,che assieme a Fausto Biloslavo formava un trio d'assalto (armati solo di Nikon) dell'agenzia da loro stessi fondata a Trieste nei primi anni '80 e chiamata Albatross,così come la sua biografia,tratta dal canale YouTube di Fausto Biloslavo:

 "Ruga" come lo chiamavano gli amici, è il primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dalla fine della seconda querra mondiale. La passione per i reportage arriva dopo una gioventù spesa tra i viaggi "on the road" e l'impegno politico. Nel 1982 documenta l'invasione israeliana del Libano e il ritiro palestinese da Beirut. Nel 1983 fonda, assieme a Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, l'Albatross Press Agency. Nel 1983 i suoi servizi filmati al seguito della guerriglia afghana vengono trasmessi dai network Cbs. Continuando la sua collaborazione con la Cbs Almerigo documenta, nel 1984, il conflitto tra la guerriglia cambogiana e le truppe governative appoggiate dal Vietnam. I suoi servizi dal confine britannico-thailandese, dove divampa la guerra tra la minoranza etnica karen e le truppe di Rangoon, fanno il giro del mondo. I suoi articoli vengono pubblicati in Italia da Avvenire, Panorama e il Sabato, Rivista italiana difesa in Gran Bretagna dal Sunday Time e Jane's defence weekly, in Francia, dal settimanale L'Express. Agli inizi del 1985, racconta sempre la Cbs la guerra tra Iran e Iraq e realizza un approfondito reportage sul regime scita di Teheran. Qualche mese dopo è in Angola al seguito dei guerriglieri dell'Unità. Le sue immagini dal campo di battaglia di Mavinga disseminato di cadaveri di soldati governativi illustrano la ferocia del conflitto in corso nell'Africa australe. Nel 1986 è nelle Filippine per seguire, su incarico della rete televisiva statunitense Nbc, l'attività dei ribelli comunisti durante le elezioni che porteranno alla caduta del dittatore Ferdinand Marcos. Nel frattempo collabora con il Tg1, la televisione di stato tedesca Ndr e con Antenna 2. Nella primavera del 1986 è il primo giornalista a realizzare un reportage al seguito dei guerriglieri della Renamo in Mozambico. In Afghanistan documenta l'arrivo dei missili antiaerei Stinger che cambieranno le sorti del conflitto. In Etiopia racconta le vicende dei guerriglieri oromo impegnati nella lotta contro il regime Menghistu. Nel 1987 ritorna in Mozambico al seguito della Renamo. E' il suo ultimo reportage. All'alba del 19 maggio cade colpito a morte da una pallottola alla nuca mentre filma un attacco della guerriglia alla città di Caia.


夢想權之助勝吉 MUSO SAN

il suo nome completo come espresso dal kanji in alto era MUSO GONNOSUKE KATSUYOSHI ed è famoso per i due duelli con il suo contemporaneo e leggendario MYAMOTO MUSASHI, l'uomo che affronto SESSANTA (!) duelli all'ultimo sangue con KATANA e WAKIZASHI e che morì di vecchiaia..

MUSO (con la O lunga nella pronuncia) samurai degli inizi del 17° secolo fu un guerriero di prim'ordine la cui fama non poteva che incrociarsi sulla strada di una SFIDA a MUSASHI.

nella leggenda non è ben chiaro se MUSO SAN abbia usato un bokuto (spada di legno) od un BO (bastone lungo) contro MUSASHI,che usando una spada per mano riusci a bloccare con una X mortale il legno di MUSO SAN...liberarsi per questo ultimo era impossibile..e MUSASHI gli risparmiò la vita.

gli anni passavano ma l'unico tormento per MUSO era quello di rimediare a quella umiliante sconfitta..si ritirò come un eremita tra le montagne si dice ideando tutte le tecniche per il JO, il bastone corto,più manovrabile del lungo BO, ideato dopo aver sognato uno spirito premonitore.

pronto ad affrontare nuovamente MUSASHI, MUSO risultò vincitore nel secondo duello..risparmiando a lui la vita così come MUSASHI aveva fatto con lui anni prima...

a MUSO GONNOSUKE si ascrive la via del JO (JO-DO) una vera e propria arte marziale praticata con il bastone corto,derivata dalla versione "più cattiva" del JO-JUTSU.

EMILIO THEY

1939-2000    in memoriam