sulle ali di San Michele Arcangelo...

eroi HEROES
HELDEN

 "benedictus Dominus fortis meus,qui docet manus meas ad Proelium et digitos meos ad Bellum"

(Salmo 144 :2  Bibbia "inno alla Guerra e alla Vittoria")

                                                                                 fonte foto: web
- aggiornamenti quotidiani

TEN.PAR. EMILIO THEY 1939-2000

"farai bene a prestare attenzione a quello che ti dico,visto che la tua primaria fonte ufficiale di informazioni è la rubrica "non tutti sanno che" sulla Settimana Enigmistica" !

queste le perentorie parole rivolte molti anni fa ad una allieva paracadutista dal mitico Emilio They,da qualche parte in giro per il mondo,ispirate da una esperienza di Vita che trovava anche sulle Sue nerborute braccia traccia visiva con numerosi
tattoos riportanti innumerevoli brevetti di lancio.

"Emilio They.(Parma, 1939-Milano, 2000) ricercatore e sportivo. Laureato in biologia collaborò con il CNR. Lavorò con il ricercatore Jacques Costeau a Marsiglia. Arruolatosi nella Legione fu incorporato nel 2° REP a Bonifacio in Corsica. Insegnante di educazione fisica a Milano, vinse come allenatore due titoli italiani di football americano"

queste le stringate parole di presentazione del They tratte dal web, le quali dimenticano peraltro i ben quattro anni di servizio come Ufficiale Para' nella FOLGORE.

" Sul letto, immobile e sereno, con indosso la tuta da allenamento, manca solo la bandana da battaglia. Sembra il riposo del guerriero, la pausa prima della battaglia, una delle tante da te combattute nella tua vita degna di un romanzo d’avventura. Eppure non è così, è la tua pira funeraria, il condottiero con l’armatura da guerra che si accinge al suo ultimo viaggio con intorno i suoi fedeli. L’ultimo lancio, l’ultima serie terrena prima di riprendere l’allenamento in cielo. Questo non so non so se avverrà nel paradiso cristiano o nel Walhalla mitologico, non so se le Valchirie ti porteranno nel paradiso degli eroi di Asgard; sono però certo che lassù incontrerai tanti amici che ti hanno preceduto, amici con i quali potrai condividere le tue passioni ed ai quali potrai trasmettere indimenticabili emozioni. In ognuno di noi, ogni volta che saremo in palestra o su di un campo di atletica, oppure mentre faremo lezione a “giovani fertili menti”, sarà presente una parte di te, della tua didattica delle tue “scorbutiche” manie, delle tue tenerissime passioni e dei tuoi avvincenti ricordi……………… ……………………E’ freddo questo giorno di febbraio, metto altra legna sul caminetto eppure il gelo non si placa, è il freddo dato da un senso di solitudine, la solitudine scaturita dalla morte di una persona cara, di un amico, di un punto di riferimento con cui si sono condivisi momenti indimenticabili che hanno scandito una fase importante della mia vita. Chiudo gli occhi e rivedo un cinema di periferia dove si svolge una delle tante gare di sollevamento pesi degli anni 70. Da quel momento ogni mio passo nel campo dello sport è stato mosso vedendo in Emilio They la figura tecnica di riferimento; sul mio primo diploma di istruttore c’è la sua firma ed miei esami è stato dato con lui. Per tutti i tecnici della mia generazione Emilio è una figura coerente che pure senza mai rinunciare alla ricerca e alla ricerca scientifica per oltre 40 anni è rimasto fedele alla passione verso ogni tipo di sport dall’atletica al Body Building, dal Rugby al paracadutismo ecc ecc . Nella cerimonia funebre il capo sezione dei parà ha detto che Emilio era un lupo, capace di vivere ed animare il branco ma che necessitava anche di solitudine e meditazione. Emilio era tutto ed il contrario di tutto, poteva essere antipatico o venerato, in nessun caso indifferente. Emilio per molti parà (ma per tutti gli sportivi che lo hanno conosciuto) ha rappresentato tutto quello che si sarebbe voluto essere e che non abbiamo il coraggio di fare; senza compromessi, senza fare borghese, senza ipocrisia e sudditanza. Il silenzio militare riempie il cimitero di Lambrate, il picchetto d’onore formato da veterani del “Col Moschin” è venuto da tutta Italia solo per te. Il cuore trabocca di emozioni e le lacrime non possono essere trattenute, in molti rimpiangono di non avergli detto tante cose, in molti si accorgono che da Lui hanno imparato sia concetti tecnici ma altrettanti valori umani e artistici. Fra le tante cose che mi hai insegnato ci sono concetti che non mi lasceranno mai, fra questi ricordo sempre ad i miei allievi che “nella vita la teoria senza pratica è una sciocchezza, ma la pratica senza teoria è un’utopia”……..”lo sport è la rapprentazione della vita, occorre imparare che per ottenere occorre dare; ciascuno per ciò che può, ma senza questo sacrificio non c’è miglioramento, non c’è evoluzione”, oppure, per scansare il campo da ogni esagerazione e sdrammatizzare la tensione degli “aspiranti campioni: “ Lo sport è una parte importante della vita ma non è la vita”. Mentre penso a queste cose in tanti prendono la parola per raccontare il loro Emilio, ne esce una figura incredibile che spazia dall’educazione del tuo titolo nobiliare alla carriera militare, dagli studi di biologia, dalla Legione Straniera alle ricerche con il CNR, alla vita passata in grandi capitali europee e alla grande esperienza storica come etruscologo, dalla bravura come organista allo scrittore autore di bellissimi testi sulla mitologia nordica. L’Emilio che non ha mai voluto la patente per l’auto, ha solo quella per la moto (i guerrieri vanno a cavallo…..) ; l’Emilio degli incredibili incidenti a tutte le età (l’ultimo a 63 annI), incidenti in moto, in palestra, in montagna, a cavallo; ogni volta dato per spacciato o per menomato ed ogni volta rinato come l’araba fenice in barba ad ogni diagnosi e qualsiasi statistica. Anche questo ci aveva fatto credere che eri immortale………. La cosa incredibile e che anche chi pensava di conoscerti bene si accorge che in realtà ti aveva solo “scoperto in superficie” e anche i tuoi famigliari sono stupiti di tutte le storie ed aneddoti che vengono raccontate. Personalmente anche io ho voluto “parlarti” e ti ho dedicato dei versi liberamente tratti ed ispirati da “Manuale del guerriero della luce” di Paolo Choelo.
Il guerriero della luce ha in se la scintilla del divino. Il suo destino è quello di stare con gli altri guerrieri, ma ha volte ha il bisogno di praticare solitario ed in meditazione l’arte della spada e della conoscenza. Perciò ,quando è separato dai compagni, s’illumina come una stella che con la sua purezza e la sua coerenza influenza le persone che l’incontrano. Illumina quella parte dell’universo che gli è stata assegnata da esplorare e divulgare, tenta di mostrare galassie e mondi a coloro che vorrebbero guardare il cielo ma ancora non ne sono capaci. La perseveranza e la rettitudine del guerriero saranno premiate. A poco a poco le persone si avvicineranno a lui ed a loro volta capiranno e vorranno diventare guerrieri della luce iniziando a percorrerne la strada. Incontrarlo è un privilegio che avvicina alla verità. La sua potenza entra e vive in tutti coloro che ne suono riusciti ad assorbire l’energia; un’energia che nasce dalla consapevolezza delle debolezze umane e contemporaneamente dalla loro forza. Il guerriero della luce ha appreso che Dio si serve della solitudine per insegnare la convivenza. Si serve della rabbia e del tedio per insegnare l’importanza dell’avventura e delle emozioni. Il guerriero sa anche che il silenzio è un insegnamento sulla responsabilità delle parole; che la malattia fa comprendere il valore della salute e che il fuoco può dare una lezione sull’acqua. Ma, sopra ad ogni altra cosa, sa che la morte si può confondere con la vita, questo perché non c’è vera morte per il guerriero della luce. Ora Emilio, ora ti lasciamo, Il colonnello ha gridato il tuo nome e tutta la brigata ha urlato PRESENTE! Le tue ceneri saranno disperse in volo durante un lancio sul tuo amato appennino tosco-romagnolo. Cercheremo di ricordarti come avresti voluto, nel bar, dopo la cerimonia, ci guardiamo in viso, ti sentiamo presente, sono le 5 del pomeriggio ma ordiniamo una bottiglia, il brindisi per un amico, come ci avevi detto di fare tu, senza tristezza e con l’allegria del sentendosi uniti per sempre uniti da tante passioni comuni. Una volta, durante un viaggio in macchina, mentre il sole tramontava e mi raccontavi incredibili storie, mi hai detto di essere soddisfatto, avevi avuto una vita meravigliosa e neppure per un attimo ti eri annoiato; nella speranza di essere stato utile alle persone che hai incontrato (tu non sai neppure quanto) ti sarebbe dispiaciuto rovinare tutto con una vecchiaia portatrice di invadente pedanteria…. Addio Capitano e maestro, cercherò di mantenere intatto lo spirito e la curiosità senza presunzioni così come hai cercato di trasmettermi." (Marco Neri)



CRISTIAN PERTAN

...per chi ha sangue istriano nelle vene per linea diretta,la splendida figura di questo Ufficiale Paracadutista non può che occupare un posto speciale nella memoria e nell'anima.

il web è giustamente pieno di ricordi ed omaggi dedicati al "Boccia" da cui qui si riprendono le parti più significative:

"Nato a Trieste il primo giugno 1974 da famiglia Istriana originaria di Pizzudo, frazione di Matterada nei pressi di Umago, costretta a lasciare la casa e la terra degli avi a seguito delle persecuzioni delle bande partigiane jugoslave nel 1943-45. Morto a Trieste, all alba del primo gennaio 2005, in un tragico quanto assurdo incidente di moto.
E oggi sepolto a Matterada, nella sua amata Istria, la terra rossa da lui cantata."

CV MIL/Capitano Paracadutista Cristian Pertan:
1993 - Presta servizio di leva preso il 9° B.tg d'assalto Col Moschin
1994 - Entra all'accademia militare di Modena
1996 - Terminata l'Accademia viene nominato sotto tenente di
fanteria e trasferito a Torino presso la Scuola mIlitare di
applicazione.
1998 - Viene nominato Tenente dei paracadutisti
1999 - Termina la scuola di applicazione a Torino e viene assegnato al 183° B.tg paracadutisti Nembo
Dal 1999 al 2004 partecipa attivamente a varie missioni nei Balcani (Bosnia - Kossovo) in qualità di Comandante di plotone prima e, successivamente al conseguimento dei gradi di Capitano, il primo settembre 2003, come Comandante di compagnia. Nel giugno 2004 viste le grandi doti attitudinali e il fortissimo spirito di cameratismo, viene trasferito presso la presso la scuola Militare di Paracadutismo di Pisa in qualità di Capo Sezione Addestramento.

"Cristian Pertan, da tutti conosciuto con l affettuoso appellativo di Boccia , oltre che Ufficiale della
Folgore aveva molti interessi e in tutti profuse il suo grande amore, lo struggente sentimento, che lo legava alla terra dei Padri : l'Istria italiana. In tutti i luoghi e in tutte le circostanze profondeva il suo impegno di patriota per far conoscere la storia, il dramma e le meraviglie della terra istriana,
giuliana e dalmata. Alla sua terra dedicò delle poesie che divennero canzoni, musicate e cantate insieme all amico e
camerata Nello Gatta, con il quale formò il gruppo dei Non Nobis Domine , portate di giro per l'Italia, in decine di concerti. Grandissimo tifoso della Triestina, lo si riconosceva in qualsiasi stadio proprio per la sua bandiera blu con la Capra, simbolo dell Istria Anche in questo modo ha insegnato a centinaia di giovani a conoscere e amare quella bandiera. Accompagnava per mano e con affetto gli amici e tante altre persone a conoscere e apprezzare quelle terre italiane ormai quasi dimenticate e con i nomi stravolti dalla barbarie slava. Insegnava e tramandava, con i racconti e le canzoni, i tragici eventi che colpirono gli italiani invitando a recarsi sulle Foibe, anche quelle ancora nascoste dai governi sloveni e croati, e porgendo a tutti un fiore da gettare negli orridi carsici tomba di migliaia di italiani.

Parlava correntemente la lingua veneta-istriana e stimolava i tanti giovani, figli o nipoti di esuli, a parlarla per non far morire quella parlata che fa parte della Tradizione e della Cultura italica"

edvino dalmas

EDVINO DALMAS,nelle foto d'epoca spesso lo si vede con bascatura (grigio-azzurra un pò piu scura del basco VAM) pugnale (daga) e la faccia  giusta per uno che comandava i Parà che venivano lanciati sopra gli areoporti militari per attaccarli (notoriamente ben difesi dalle minaccie via terra,così come da quelle dal cielo)...

Dalmas era nato a Zara nel 1895,e convinto irredentista si era arruolato in Italia (allora quei territori erano Austro-Ungarici) sotto le insegne del Regio Esercito.

Appena venne costituita la Regia Aeronautica ne venne a far parte come Ufficiale.

Dalmas significa comando del I° Btg Paracadutisti d'Assalto (400 caxxutissimi uomini alati)prima e degli ADRA poi, gli Arditi Distruttori Regia Aeronautica.

nel 1943 è al comando degli ADAR (Arditi Distruttori Aeronautica Repubblicana) a Tradate, costituiti dai vecchi Parà dell'ADRA della Folgore e della Nembo, che poi verra denominato Battaglione Azzurro...

Leggenda.
Uomini così non li fanno più.
Forse hanno bombardato lo "stampino",,,

interessante ricordare come la Extrema Ratio abbia fatto una bella replica di quel pugnale (daga) che viene attualmente consegnato -nel nome di una splendida tradizione- agli INC freschi di brevetto dell'Arma Azzurra.

mishima: l'ultimo samurai

"nella limitatezza di ogni umana vita,io scelgo la via della eternità."

Yukio Mishima. a metà degli anni '70 circolava nelle palestre di Karate in Italia un bel poster in bianco e nero con la sagoma di un Samurai e le parole di cui sopra; cartone grezzo ed opaco,molto differente da quei poster traslucidi commerciali all'ora tanto in voga.

per descrivere la poliedrica ed artistica vita di Mishima -almeno in Italia e negli anni passati- parole come "fascista" e "paramilitare" si sono sprecate,quando molto probabilmente nelle nobili tessere dell'Arte letteraria da lui interpretata come riflesso autentico del suo vivere, si adombra forte la figura di un Samurai d'altri tempi,in lotta contro modernità e modernismo:

"La gente si agita davanti a un muro buio e sogna di comprare lavatrici elettriche e televisori, aspetta con ansia il domani anche se esso non porterà a niente. Ed è lì che compaio io, e per il solo fatto che mostro la realtà nella sua crudezza, si scatena un gran trambusto..."

un Seppuku a 44 anni nel 1970,lo avvierà per sempre sulla via dell'Eternità. OSU !

un vecchio Parà si scrive...

" Io non ho mai fatto il telo a scivolo, che e' stato tolto dall'addestramento a causa dei troppi incidenti verificatisi. Ogni tanto veniva esibito da qualche vecchio istruttore di palestra (spesso olimpionico di qualcosa), ma siccome sono salito su quella torre, ti garantisco che era piuttosto inquietante. Pensa che la torre che usavano i primi libici era alta il doppio e oscillava come il budino... una volta in cima saltavano con il paracadute... un secondo o due di paracadute aperto, a dir molto. Ora sembrano metodi obsoleti, ma in realta' erano propedeutici molto piu' degli attuali. La filosofia era quella degli Arditi: non dovevi avere paura di niente; non importava se eri alto o basso, piu' o meno forte, dovevi dimostrare che di morire non te ne fregava nulla e, in effetti, fino a meta' anni 70, le truppe scelte erano tutte informate a questo principio. Certo, la professionalita' era importante, ma senza la motivazione non c'era nemmeno modo di iniziare a dimostrarla. Pura selezione naturale, senza tanti fronzoli: l'opposto della filosofia di oggi. Diciamo pure che tutte le FS del mondo hanno copiato (e perfezionato) l'esperienza degli italiani. Il SAS/SBS, con il quale avevamo una certa familiarita', stimava moltissimo gli omologhi italiani. Direi che questa e' piu' che un'attestazione. Il fatto e' che in Italia siamo campioni di disfattismo e non sappiamo invece quanto abbiamo insegnato al mondo...."

BELAYA SMERT

ossia: morte bianca. così avevano soprannominato i Russi durante la "guerra d'inverno" lo sniper finlandese Simo Häyhä a causa dell'altissimo numero di perdite da questi causate alla Armata Rossa;

si parla di oltre 500 Soldati abbattuti come sniper utilizzando un fucile Mosin Nagant modificato, più altri 200 con una SMG Suomi M31; interessante notare che Simo normalmente non utilizzava ottiche e nonostante questo gli vennero accreditati tiri letali ad oltre 400 metri !

quando si parla di stategia,Simo si legava perfettamente ad un ambiente innevato a temperature sempre al di sotto dello zero (da quelle parti si arriva anche a -40°) usando la neve e sovracombinazioni bianche per meglio mimetizzarsi, portando con sè sempre un equipaggiamento minimale ed addirittura tenendo in bocca della neve per abbattere la temperatura del fiato e la successiva condensa per non tradire la sua presenza agli occhi del nemico.

Simo è considerato un Eroe in Finlandia ed è mancato alla veneranda età di 96 anni nel 2002,nonostante la morte in guerra l'ho abbia davvero sfiorato da vicino:

un proiettile lo colpì in volto procurandogli danni irreversibili alla ossa del viso e della mandibola.

White Death ossia la traduzione in inglese del termine usato dai Russi " Belaya Smert" è anche il titolo di una bella canzone rock a Lui dedicata:

https://www.youtube.com/watch?v=q5CaQ37VYvw

oriana fallaci & paolo nespoli

"Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita. "  Oriana Fallaci (1929-2006)

nelle imperscrutabili trame del destino,durante la nostra prima Missione Militare dalla fine della 2GM, nel 1982 in Libano al seguito di ITALCON,Le capitò di intevistare un giovane INC del Col Moschin,con il grado di Sergente Maggiore.

"Con il brevetto ancora fresco sono stato man­dato a Beirut, in Liba­no, con il Contingente Italiano della Forza Multi­nazionale di Pace. [...] Co­sì mi sono trovato a fare il fotografo,l’accompagna­tore di giornalisti, la scor­ta ad Angioni e alle varie autorità che giungevano in continuazione e ogni tanto, mio malgrado, so­no stato coinvolto in azio­ni di intelligence. Mi so­no trovato faccia a faccia con miliziani ragazzini che ti puntavano addos­so kalashnikov e rocket­propelled grenade e che non avrebbero esitato un secondo a premere il gril­letto. Ho visto persone sventrate da trappole esplosive che stavano preparando, ho visto ra­gazze che per un bacio at­traversavano mezza città sfidando sevizie e morte a ogni checkpoint o croce­via. Un giorno, poi, è arri­vata Oriana Fallaci e Charlie-Charlie ( il capo dell’ufficio stampa e di in­telligence ndr ) me l’haaffidatadi­cendomi di accompagnarla dove voleva e di farle fare quello che vo­leva con l’unica condizione che l’avrei dovuta riportare intatta. Io, l’incursore-fotografo Paolo Nespoli ero diventato l’angelo cu­stode della scrittrice-giornalista che da bambino mi aveva fatto so­gnare di toccare la Luna. [...] Io, quasi 1 metro e 90 per 80 chi­li, lei una spanna abbondante in meno e neanche la metà di me. E mi stuzzicava, con i suoi bei guan­toni la metà dei miei, tirandomi pugni nel bel mezzo della faccia. «Ma tu, cosa vuoi fare da gran­de? » Non me lo aspettavo: «Mah, è complicato... e poi una profes­sione io già ce l’ho: sono incurso­re » "

questo Sergente Maggiore del 9° con il cielo nel cuore come ogni Paracadutista....sognava di andare ancora più in alto di un C-130 della 46a..

diventerà un Astronauta dell'ESA,ben 174 giorni di permanenza nello Spazio.il Suo nome:

Paolo Nespoli.

ps dalle parole di questo formidabile Incursore Astronauta, sembra proprio che fu l'Oriana a spronarlo a cercare la via dello spazio......di sicuro Nespoli ispirò a Sua volta la Fallaci nel disegnare con le parole il personaggio di Angelo nel libro Insciallah.

T.COL. SF JAMES GORDON "BO" GRITZ

cliccando sulla foto si accede alla pagina defcon outlet per leggere la storia di questa Soldato d'altri tempi.
qui il suo impressionante curriculum militare e civile:

Career Objective: Liberation of U.S. POWs and Restoration o£
Constitutional government.
BS Lav Enforcement UNIVERSITY OF NEBRASKA
MS Military Science USA C4GS COLLEGE
MA Communications THE AMERICAN UNIVERSITY
Fluent in Mandarin and Swahili; Certified Hypnotherapist;
Certificates in Conservation and Wildlife Management;
Nevada Teaching Certificate.
Aug. 19 57 to Feb. 1979 U.S. ARMY SPECIAL FORCES
30 years of service to USG covert operations including:
* Principle Agent, Intelligence Support Activity (ISA).
* Chief of Congressional Relations, Office of the Secretary
of Defence, Pentagon.
* Commander, U.S. Special Forces, LATIN AMERICA.
* Chief, Special Actions, Army General Staff, Pentagon.
* Commander, Special Operations Forces, VIETNAM.
» Intelligence Officer, Delta Force, VIETNAM.
* Leader, 7 cross-border operations to rescue U.S. POWs.
* Engineer, HUGHES AIRCRAFT COMPANY.
* Security Consultant and Lecturer.
Awards: 62 Citations for Valor, Conspicuous Service Cross,
3 Silver Stars, 2 Legions of Merit, DFC, Soldier's
Medal, 8 Bronze Stars, Air Medals, 4 Army Commendations,
2 Purple Hearts, Presidential Citation, 7 Crosses of
Gallantry, 2 Gold Medals of Cambodia, Vietnam Medal of
Honor.
FREEDOM FOUNDATION George Washington Medal, MILITARY
ORDER OF WORLD WARS Patrick Henry Medal of Patriotism.
Special Skills: Commercial Pilot and Flight Instructor; 6th
Degree Blackbelt, TAE KWON-DO Karate; Master
Parachutist, Sanger, Pathfinder; Military Underwater
Diver and UDT.; Marathon Runner.


ORIANA FALLACI

"..quanto alla guerra che lei ha visto soltanto al cinematografo, per odiarla non ho certo bisogno del suo presunto pacifismo. Infatti la conosco fin da ragazzina quando insieme ai miei genitori combattevo per dare a lei e ai suoi compari la libertà di cui vi approfittate"

Oriana Fallaci (1929-2006)

al centro in questo bellissima istantanea scattata nel 1968 a Hue ,in piena guerra del Vietnam.

a destra uno tra i più grandi fotoreporter di guerra in assoluto: gianfranco moroldo, l'ultimo Guerriero del fotogiornalismo (1927-2001)

TULLIO MONETA

" invece sono andato in giro per il mondo e adesso sto crepando quaggiù nel basso Congo"

un Mercenario vero.

Tullio Moneta,Istriano di Fiume classe 1937 (qui in una suggestiva foto d'epoca) in Congo ha combattuto (ed anche altrove) ma è ancora vivo* e vegeto con il suo carico di testimonianze che sono state anche raccolte in un libro, intitolato appunto Mercenario:

"un giorno ci trovammo davnti a suore missionarie violentate dai Simba (i seguaci di Patrice Lumumba di ispirazione marxista) tutte in stato interessante; a salvarle era stata lo loro conoscenza della medicina;non si salvarono purtroppo dei caschi blu dell'Onu che come è noto furono trucidati e poi mangiati".

al soldo del mitico ex Ufficiale Britannico della 2GM MIKE HOARE, Tullio Moneta non avendo fatto il servizio militare,prima di essere inquadrato nel 5° Commando fu spedito tra i Parà Belgi per l'addestramento;

lì conobbe il perchè del nick "MAD" affibbiato a M.HOARE (mad significa pazzo)...per punire un giovane sudafricano (un vero e proprio atleta competitivo) avendo questo violentato una Congolese,gli sparò sugli alluci dei piedi in modo da non farlo correre più.

con passaporto Sudafricano questo mercenario italiano sembra rispecchiare in pieno i versi sopra riportati tratti dalla canzone "il mercenario di Lucera" specie quando ritrova gli amici di un tempo nelle Marche,ove la sua famiglia si era trasferita dopo l'esodo forzato alla fine della 2GM:

mentre molti di questi hanno fatto una onesta e proba vita come quel signore della canzone (con le rate,la seicento,panciotto e doppiomento) lui nuotava in piscina con NELSON MANDELA, quando era ancora vivo, essendogli vicino di casa in Sudafrica dove tuttora abita...

* deceduto in data 31 Marzo 2022.

FABRIZIO QUATTROCCHI

Fabrizio Quattrocchi MOVC
Contractor
Catania, 9 maggio 1968 – Iraq, 14 aprile 2004

" A chi cade combattendo
Dio concede in sorte bella
Di volare lieve lieve
Tra una nuvola e una stella.
In quell'angolo di cielo
Riservato a tutti noi,
Dove vivono in eterno
Santi, Martiri ed Eroi."

leggevo del diniego di dedicare una via nella città di Genova (ove Quattrocchi risiedeva) da parte delle autorità locali,una cosa di una tristezza infinita,visto che stiamo parlando di una Medaglia d'Oro al Valor Civile.

in ogni caso sulle parole del più suggestivo Inno dei Parà, "con la Morte a paro a paro",al nostro Contractor è già stato dedicato un angolo di cielo...

e magari anche una Stella,come quella che splende sul Nastrino/Medaglia a Lui conferita o come quella più brillante ancora che illuminerà per sempre le notti di Baghdad. 

tratto dalla pagina facebook di DECON 1 SET 2015



GIOVANNI DALLE BANDE NERE

(1498-1526)

nelle sue Bande Nere (dal colore delle corazze) questo leggendario capitano di ventura arruolava solo italiani, "i miglior fanti dell'epoca" come scriveva il Guicciardini, la maggior parte spinti da spirito di avventura più che da guadagno visto che il soldo (nell'etimologia della parola "SOLDATO") a volte non arrivava affatto.

le BANDE NERE rappresentavano,con una coesione derivante da una disciplina sconosciuta altrove,le migliore espressione della TATTICA sul campo di battaglia dell'epoca, basata su estrema mobilità dovuta ad Archibugieri, insuperabili nelle incursioni e nei colpi di mano sul campo di battaglia.

dopo la morte di Giovanni, dovuta a ferite da combattimento (e cancrena invano arrestata da amputazione) la compagnia delle BANDE NERE sopravvisse ancora per due anni, rimanendo forse la più famosa compagnia di Contractors ante litteram. epico il motto inciso sulla spada del Comandante o Capitano di Ventura:

"non mi snudare senza ragione,non mi impugnare senza valore"

un bel film del 2001 sotto la regia di E. OLMI copriva la
leggendaria figura del comandante di questa PMC dell'epoca:

"IL MESTIERE DELLE ARMI"

impossibile non rimarcare nel concetto di selezione del personale impiegato nelle BANDE NERE,lo stesso identico criterio usato da parte delle più importanti Compagnie di private security contractors di ingaggiare -se possibile- ex militari proveniente da Forze Speciali.



ALMERIGO GRILZ

(Trieste 1953 - Mozambico 1987)

in questa bella istantanea, con bush hat e Rayban,osserviamo il fotoreporter ALMERIGO GRILZ; il primo Caduto in azione dai tempi della 2 Guerra Mondiale.

"RUGA" -come lo chiamavano gli amici- aveva deciso di girare le zone di guerra più "calde" del pianeta di quegli anni, dal "primo" AFGHANISTAN (invasione sovietica) all'ETIOPIA sempre in prima linea con cinepresa e Nikon come "protezione balistica"...

Cambogia di Pol Pot, Libano, Birmania,Filippine,Mozambico...

numerose le operazioni militari alla quale aveva partecipato per riprendere e testimoniare senza filtri la crudezza e la realtà dei conflitti, fino a rimanerne ucciso in Caia nel maggio 1987 durante un attacco della RENAMO. con una tradizione locale riservata solo ai guerrieri più coraggiosi, il corpo del fotoreporter venne tumulato sotto un grande albero,come riportato in quegli anni anche dalla rivista RAIDS.
.
al grande Almerigo Grilz è stata dedicata una puntata di TERRA! , a cura di TONI CAPUOZZO qualche anno fa.

pregevolissimo il video a Lui dedicato e firmato da Gian Micalessin,che assieme a Fausto Biloslavo formava un trio d'assalto (armati solo di Nikon) dell'agenzia da loro stessi fondata a Trieste nei primi anni '80 e chiamata Albatross,così come la sua biografia,tratta dal canale YouTube di Fausto Biloslavo:

 "Ruga" come lo chiamavano gli amici, è il primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dalla fine della seconda querra mondiale. La passione per i reportage arriva dopo una gioventù spesa tra i viaggi "on the road" e l'impegno politico. Nel 1982 documenta l'invasione israeliana del Libano e il ritiro palestinese da Beirut. Nel 1983 fonda, assieme a Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, l'Albatross Press Agency. Nel 1983 i suoi servizi filmati al seguito della guerriglia afghana vengono trasmessi dai network Cbs. Continuando la sua collaborazione con la Cbs Almerigo documenta, nel 1984, il conflitto tra la guerriglia cambogiana e le truppe governative appoggiate dal Vietnam. I suoi servizi dal confine britannico-thailandese, dove divampa la guerra tra la minoranza etnica karen e le truppe di Rangoon, fanno il giro del mondo. I suoi articoli vengono pubblicati in Italia da Avvenire, Panorama e il Sabato, Rivista italiana difesa in Gran Bretagna dal Sunday Time e Jane's defence weekly, in Francia, dal settimanale L'Express. Agli inizi del 1985, racconta sempre la Cbs la guerra tra Iran e Iraq e realizza un approfondito reportage sul regime scita di Teheran. Qualche mese dopo è in Angola al seguito dei guerriglieri dell'Unità. Le sue immagini dal campo di battaglia di Mavinga disseminato di cadaveri di soldati governativi illustrano la ferocia del conflitto in corso nell'Africa australe. Nel 1986 è nelle Filippine per seguire, su incarico della rete televisiva statunitense Nbc, l'attività dei ribelli comunisti durante le elezioni che porteranno alla caduta del dittatore Ferdinand Marcos. Nel frattempo collabora con il Tg1, la televisione di stato tedesca Ndr e con Antenna 2. Nella primavera del 1986 è il primo giornalista a realizzare un reportage al seguito dei guerriglieri della Renamo in Mozambico. In Afghanistan documenta l'arrivo dei missili antiaerei Stinger che cambieranno le sorti del conflitto. In Etiopia racconta le vicende dei guerriglieri oromo impegnati nella lotta contro il regime Menghistu. Nel 1987 ritorna in Mozambico al seguito della Renamo. E' il suo ultimo reportage. All'alba del 19 maggio cade colpito a morte da una pallottola alla nuca mentre filma un attacco della guerriglia alla città di Caia.


夢想權之助勝吉 MUSO SAN

il suo nome completo come espresso dal kanji in alto era MUSO GONNOSUKE KATSUYOSHI ed è famoso per i due duelli con il suo contemporaneo e leggendario MYAMOTO MUSASHI, l'uomo che affronto SESSANTA (!) duelli all'ultimo sangue con KATANA e WAKIZASHI e che morì di vecchiaia..

MUSO (con la O lunga nella pronuncia) samurai degli inizi del 17° secolo fu un guerriero di prim'ordine la cui fama non poteva che incrociarsi sulla strada di una SFIDA a MUSASHI.

nella leggenda non è ben chiaro se MUSO SAN abbia usato un bokuto (spada di legno) od un BO (bastone lungo) contro MUSASHI,che usando una spada per mano riusci a bloccare con una X mortale il legno di MUSO SAN...liberarsi per questo ultimo era impossibile..e MUSASHI gli risparmiò la vita.

gli anni passavano ma l'unico tormento per MUSO era quello di rimediare a quella umiliante sconfitta..si ritirò come un eremita tra le montagne si dice ideando tutte le tecniche per il JO, il bastone corto,più manovrabile del lungo BO, ideato dopo aver sognato uno spirito premonitore.

pronto ad affrontare nuovamente MUSASHI, MUSO risultò vincitore nel secondo duello..risparmiando a lui la vita così come MUSASHI aveva fatto con lui anni prima...

a MUSO GONNOSUKE si ascrive la via del JO (JO-DO) una vera e propria arte marziale praticata con il bastone corto,derivata dalla versione "più cattiva" del JO-JUTSU.